
Feed
Cose Fiche
| Blog: |
| Brand New Life |
Topics: |
| weblog, personal, diary |
Feed-Jit
Box
Box
Credits
Chi Sono
Commenti Recenti
Pane Quotidiano
Leggo Anche
Archivio
Visite
Disclaimer
Il primo bacio di solito e’ oggetto di grandi e fantastici racconti. Ma mica sempre. Per me fu piu’ o meno una casualita’. Ero nella fase corri-sempre. Si, insomma, quell’eta’ in cui qualsiasi cosa tu debba fare la fai correndo. Pensate a quei bambinelli che si vedono in giro che sembra passino la loro vita a mulinare le gambette. Che uno pensa che anche in bagno facciano pipi correndo sul posto. Ecco.
Lei si chiamava Nada. A me piaceva un sacco. Beh, capelli rossi e corti. Benedetta dalla natura, come faceva a non piacere? Ogni tanto mi chiedo ancora che fine ha fatto.
A questo proposito mi sento di fugare ogni dubbio: nonostante la mia eta’ non proprio verde, non puo’ assolutamente essere Nada la cantante e nemmeno la ginnasta rumena.
Insomma, capito’ che sembrasse proprio un film. Io correvo per i corridoi della scuola. Mi scapicollavo. Senza nessun motivo, chiaramente. Il tragitto prevedeva a un certo punto di affrontare un insidioso angolo con l’incognita del pavimento cerato. Impostai la curva molto stretta, in modo da agganciarmi al muro e fare perno. Murphy dice che in questi casi “se c’e’ la possibilita’ che dall’angolo arrivi qualcuno, arrivera’”. E arrivo’ Nada. Arrivai in derapata, sferragliando ma mantenendo l’assetto. Non potevo evitarla. Pensai “meglio di un albero e’...”. E lasciai che il destino compiesse il suo corso. Facilitato anche dall’altezza simile, il risultato fu praticamente un amplesso. Le mie labbra contro le sue labbra, il mio petto contro le sue non-tette. Scoprii li il significato della parola erezione. E anche quello di “botta sui coglioni”.
E gli altri primi baci? Perche’ con ogni donna che incrociamo nel nostro cammino c’e’ un primo bacio. Mentre scrivevo di questo cercavo anche di ricordare gli altri.
E ho pensato di scriverli [in ordine cronologico sparso, insomma un po’ come mi vengono].
A futura memoria per quando,tra cinque anni, comincera’ la demenza senile.
Con Marta arrivo’ al termine di un capolavoro intellettuale. Era cotta di un mio amico che non se la filava. Io la filavo. La rintontii di enormi cazzate, talmente grosse che ogni tanto arrivavo a casa e mi innamoravo di me stesso, credendoci. Lei non si innamoro’ di me, ma un pomeriggio, seduti su un muretto nel giardino della scuola, mi avvicinai al suo viso e compresi enormi verita’ sull’umidita’ relativa.
Claudia fu fugace. Erano i tempi del coprifuoco ed eravamo in vacanza. La passai a trovare prima di andare con un mio amico alle giostre. Ricordo solo che mi disse “non fare il cretino con le altre” e mi diede un bacio a stampo. Lei marchio’ il territorio, usandomi la gentilezza di non pisciarmi sulla gamba, io quella sera vomitai sul tagadà.
Con Enrica fu un raptus. O qualcosa che sarebbe comunque successo. Ma avemmo l’accortezza di riempirci di alcool fino al completo rilassamento di ogni freno inibitorio. A detta di un nostro amico fu qualcosa di inguardabile. A noi credo piacque. Fu comunque una sbronza volontaria, dimostrazione è che ancora oggi ce ne ricordiamo entrambi.
Emanuela mi appese a un muro. Proprio in senso pratico. Si alzo’ esasperata dalla mia timidezza, mi prese per il bavero e mi spinse con decisione contro la parete in legno di un cantiere. Mi infilo’ decisa la lingua in gola. Dopo un mesetto eravamo disperati alla ricerca della pillola del giorno dopo.
Con Paola era il mio periodo “vedo gente mi faccio tipe”. La accompagnai a casa e le dissi “e se adesso ti baciassi?” producendomi in uno sguardo talmente impegnato che ebbi il mal di testa tre giorni. Lei non disse no. Ancora mi faccio schifo per come finì.
Con Manuela fu grottesco. Quasi quanto la storia che ne scaturì. Ebbri e sudati, ballavamo sulle note di “Killing in the Name of”. Avevamo appena preso due sbagliati in discoteca. Al bancone le avevo premuto il mio bassoventre sul sedere per tutta l’attesa. Mi venne incontro con una fetta di limone in bocca. Non sono ancora sicuro di chi se la sia ingoiata.
Con Monica fu il bacio delle 76mila lire. Quella sera eravamo in tre. Io lei e il mio miglior amico. In una birreria. Spendemmo 76mila lire. Lei non aveva una lira o noi facemmo i brillanti, non ricordo. Fatto sta che pagammo noi. Lui si alzo’ per andare in bagno. Torno’ che stavamo limonando come matti. Ancora me la mena.
Con Pamela fu sensuale. In un locale di Viale Monza. Entrammo che ci frequentavamo uscimmo come “coppia”. Ricordo che ero molto sudato. E probabilmente ridicolo, indossavo una camicia di finta-seta rossa. Inguardabile. Ancora adesso quando la vedo nell’armadio provo un profondo disprezzo per me stesso.
Daniela fu forse la prima esperienxa che feci nel campo del “no, ma non doveva succedere, ho paura di rovinare la nostra amicizia”. Un trial durissimo fatto di intere nottate a guardar le stelle abbracciati sulla spiaggia, interi minuti persi ad interessarmi dei cazzi suoi nonostante fossero veramente cose prive di qualsiasi valore. Arrivai persino a interessarmi di musica tuz tuz. E non spieghero’ mai i motivi.
Con Manu fu a Gallarate. L’andai a prendere a Milano e la portai in quell’amena cittadina perche’ doveva fare un concorso per hostess. Quando arrivammo all’alberghetto in cui stava, scesi dalla macchina e la baciai. Senza chiedere nulla, rischiando il ceffone o di essere ricambiato. Furono 3 anni.
Con Roberta fu chimica pura. C’era di mezzo un gelato, un balcone e un vicino di casa. Non necessariamente in quest’ordine. Ah si, e anche un postino.
Con Sara fu strano. Mi fece perdere la testa in mezza giornata. Quelle cose che la saluti e poi ti rendi conto che vuoi rivederla e hai solo il nome e una vaga idea della zona in cui abita. Cerchi sulla rubrica telefonica e chiami a casa senza sapere se e’ quella giusta. E risponde lei e ti dice che “aspettava che la chiamassi”, o l’avrebbe fatto lei, dopo aver cercato come te sulla rubrica.
Con Patrizia subii violenza.:D Giuro che la volevo solo accompagnare a casa. Sotto casa sua fermai la macchina e si avvicino’ per darmi un bacio della buonanotte. Il problema fu che mi bacio’ le guance dall’interno della bocca. E che me la ritrovai sul sedile nuda prima che potessi dire no. Poteri della tuta, evidentemente. Comunque, per la cronaca, dissi no. La prese decisamente male.
Con Elena successe sul sedile posteriore della macchina del mio migliore amico, al ritorno da Milano, una notte buia e tempestosa. Gonfi come delle zampogne, ma dopo aver mangiato un’ottima torta alle nocciole ad un baracchino a bordo strada.
-----------------------------------------------------------------------------
E visto che sono bastardo e posso permettermelo perche’ non ne ho mai diffuso uno, questo diventa un MEME [anche se non so’ cosa voglia dire] e lo passero’ tirando i dadi. Beato chi ci crede.
I fortunelli estratti sono:
Akasha
Almost Viola
Picchio
La Martiz
Palma
Bellailee
permalink | Leggi i commenti commenti (35)
