Alle medie c'era l'ora di musica. Adesso non so' se esista ancora. Vent'anni fa si, e io avevo un insegnante particolarmente convinta. Quindi, tutti a suonare il Mulino Bianco con il piffero di plastica, e per i piu' arditi, l'attacco delle Quattro Stagioni con il mignolino che sfringuellava.
Ma ripeto, io avevo un insegnante convinta. Insomma, manco fosse Garrison, a un certo punto si mise in testa di farci fare un musical. Chiaramente non vi fu mai un esibizione davanti a un pubblico.
Ma ci furono estenuanti prove, con ore addirittura rubate alla prof di lettere, che chissa' per quale straniamento del muscolo facciale, non si oppose.
"Il Trovatore" di Verdi. Si, una ventina di dodicenni che in coro intonavano "Chi del gitano i giorni abbella? Chi del gitano i giorni abbella, chi? chi i giorni abbella? Chi del gitano i giorni abbella? La zingarella!" ...
Tralascio per decenza le ovvie modifiche goliardiche al testo e il ricordo dei pensieri estremi a cui possono arrivare dei puberi che si immaginano come questa zingarella possa mai abbellire i giorni del gitano...
Ecco, per tornare a bomba al titolo del post, va detto che io mi sono sviluppato prestino. Insomma, in una classe di voci d'angelo, sembravo piuttosto Mario Merola.
E quindi rimarra' indelebile per me nella memoria il momento in cui quella decerebrata di prof interruppe il coro durante una prova urlando "ma no! ma no! Paolo, SEI STONATO!". Io resto convinto che quella che l'idiota chiamo' stonatura in realta' era un'evidente tonalita' diversa della mia voce. Come se metti un cane a miagolare coi gatti, insomma.
Pensai seriamente di provare a vedere se un piffero suona anche infilato in uno sfintere, magari agendo con abili pressioni sulla pancia del soggetto scelto....
Per non farci mancare nulla, c'era anche il momento dance. Garrison opto' per una sorta di geniale quadriglia miscelata con reminescenze di Ballo del Qua Qua.
Risultato: una torma di ragazzetti che si rincorreva in improbabili girotondi cercando di prendersi a braccetto.
Fortunatamente la cosa mi diede modo di prendermi la mia personale rivincita. Durante una prova di ballo, per un mai abbastanza benedetto errore di tempistiche, invece di prendere il braccio di una mia compagna sotto il mio, presi un suo seno bello preciso nel palmo della mia mano.
Ragazzi, a quell'eta' tirava per un soffio di vento. Per poco non ci rimanevo secco.